Chiesa di Santa Maria Formosa, Campo Santa Maria Formosa e Museo Querini Stampalia

elena giacon • November 18, 2024

Chiesa di Santa Maria Formosa

Si dice che nel  settimo secolo , un  vescovo  di nome  Alberto Magno  avesse sognato la forma della  Madonna  che gli ordinò di costruire una  Chiesa  proprio qui: e così nacque  Santa Maria Formosa . Altri fanno derivare il nome da un  quadro , ormai andato perduto, che raffigurava una  Madonna  molto prosperosa. Indubbiamente, fu costruita a più intervalli, come si nota dal contrasto tra la  facciata barocca  sul  campo  e la  facciata più classicheggiante  di epoca  rinascimentale  rivolta verso il  rio .


Da quest’ultimo lato, immancabile è la testa grottesca sopra l’entrata, che fu piazzata lì per scacciare il diavolo, poiché si pensava che il diavolo volesse salire sul campanile e scampanellare per creare scompiglio e confusione tra i lavoratori, che regolavano le proprie giornate lavorative attraverso suoni di campana regolari e precisi.


Campo Santa Maria Formosa


Anticamente, ogni  2 Febbraio  tutte le  donne Veneziane  in procinto di sposarsi si ritrovavano qui per un evento di  purificazione ; un anno, però, fece irruzione nella processione un gruppo di  pirati stranieri , che rapinò  12 delle giovani donne ; i  Veneziani  inseguirono i rapinatori e riuscirono a recuperare le  ragazze  prima che venissero imbarcate. Da quel giorno, ogni anno si cominciò a celebrare la  Festa delle Marie  proprio in questo campo; le  12 donne più belle provenienti dalle  famiglie più umili  venivano affidate ognuna ad una  famiglia benestante , dove veniva agghindata con vestiti eleganti e gioielli preziosi, per poi passare alla processione lungo il  Canal Grande  e infine in  Campo Santa Maria Formosa .


Questo evento attraeva un gran numero di uomini anche dall ’estero ; col tempo, purtroppo, le risse tra il pubblico maschile erano quasi inevitabili, così come le faide tra le varie povere famiglie di appartenenza delle ragazze; la situazione diventò insostenibile, e si decise di sostituire le ragazze in carne ed ossa con delle sagome di legno, chiamate  Maria de Tola , nomignolo che ancor’oggi viene usato per descrivere  donne blande e noiose .


Museo Querini Stampalia


L’elegante palazzo rosso che si affaccia al piccolo rio è il  Museo Querini Stampalia . La  famiglia Querini  è stata da sempre una delle famiglie più antiche e nobili di  Venezia , ed era previsto che un membro di questa casata diventasse  Doge  prima o poi. Tuttavia, nel  1310 un  gruppo di nobili  tentò un  colpo di stato  che venne però sventato dalle guardie del Doge.


Tra i complottisti vi era anche un giovane di nome  Marco Querini , che venne giustiziato e da quel giorno fu legiferato che la  famiglia Querini  era per sempre esclusa dal dogado; un suo parente, per evitare di subire ripercusisoni, fuggì rifugiandosi sull’ isola greca  di  Stampalia .


Col tempo i suoi discendenti tornarono a  Venezia , e l’ultimo erede della famiglia fu  Giovanni Querini Stampalia , uno scienziato, letterato e mercante di seta, il quale lasciò questo palazzo affinché venisse adoperato per “ adunanze serali di dotti ed amici del sapere”. Oggigiorno, il primo piano è una delle  biblioteche  più rinomate e frequentate da studenti e studiosi, proprio come avrebbe voluto il suo antico proprietario.


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